L’Italia ha perso per colpa…dell’elettricista!

L’unica cosa che ricordo della partita Italia-Svezia è…il riferimento alle condizioni del campo di gioco sulla sconfitta degli azzurri. Insomma, la responsabilità è sempre: del campo, dell’arbitro, del tempo, del caldo, degli avversari, del governo. In pratica di qualsiasi cosa che non sia sotto il nostro controllo. Perché la “cultura degli alibi” è un po’ come una droga: la sensazione di piacere che deriva dal dare la colpa a qualcos’altro ti sballa così tanto da dare dipendenza quasi immediata. E, senza accorgertene, ti condannerai da solo a rimanere in balìa degli eventi. A meno che…

Non mi intendo così tanto di calcio da permettermi il lusso di commentare la partita. La cosa che mi è rimasta più impressa è un commento (forse del CT Conte?) nell’immediato dopo partita: una parte del risultato è dovuto alle pessime condizioni del campo.

E, da coach, non posso evitare 2 domande:

  • Ma il campo sul quale ha giocato l’Irlanda non era lo stesso?
  • Qual era il video nel quale si parlava di questo tendenza a dare la colpa a qualcuno/qualcos’altro?

Alla prima domanda la risposta, banalmente, è “si”. Per quanto riguarda la seconda domanda, invece, il video in questione è di Julio Velasco: racconta in modo chiarissimo e divertente tutte le volte nelle quali ha dovuto, come allenatore o come giocatore, scontrarsi con questa tendenza. Guardandolo, ti renderai conto di quanto questa tendenza sia poi collegata alle convinzioni, argomento sul quale ho scritto l’articolo precedente. Eccoti il video:

Come dargli torto?! Quante volte ti è capitato (o ti capita) di riuscire a dare la colpa a qualcun altro per qualcosa che non era andato per il verso giusto? Magari non era veramente responsabilità tua. Magari gli esiti non erano stati poi così disastrosi. Magari non dovevi nemmeno rendere conto a nessuno, se non a te stesso. Eppure la tentazione di non assumerti la responsabilità è talmente piacevole da non riuscire a resisterle. E, francamente, non c’è nulla di male. Ad una condizione.

Devi essere consapevole del fatto che più ti abitui a cercare qualcuno/qualcosa, che non sia tu, a cui dare la responsabilità di quello che accade, meno sarai in grado di attivarti per cambiare le cose.

Pensaci un attimo: se la colpa è sempre di qualcosa che non è sotto il tuo controllo, perché dovresti impegnarti per cambiare le cose? Tanto è inutile, giusto?!

E invece il rimedio c’è: in ogni situazione nella quale ti trovi fai questi 3 controlli che ti suggerisco.

1. Questa situazione mi piace?

Se la risposta è no, procedi con il secondo controllo, ovvero

2. Posso cambiarla?

Se la risposta è si, definisci un piano d’azione. Se invece la risposta è no, procedi con il terzo controllo, cioè

3. Che cosa è in mio potere fare per evitare di trovarmici ancora in futuro?

E, di nuovo, definisci un piano d’azione. Nota che se alla domanda n. 3 hai risposto “niente” le cause possono essere 2:

– non hai guardato bene 🙂

– non ti interessa “sbatterti” per trovare una soluzione.

In un caso o nell’altro, avrai comunque raggiunto un più alto livello di consapevolezza sulla questione.

Come sempre ti invito a lasciare qui sotto i tuoi commenti o a condividere il post con chi ritieni possa essere interessato.

A presto!

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