La guida definitiva su come sopravvivere ai regali di Natale in 4 consigli (+ 1 bonus)

Gli psicologi si fanno pagare per dirti cose che non vorresti mai sentirti dire. Ma lo fanno a fin di bene. Ecco quindi, direttamente da prestigiose Università, 4 scomode verità sui regali che ti faranno male, ma ti eviteranno figuracce. Almeno questo Natale.

Consiglio n. 1: Smettila di cercare il regalo “rivelazione-dell’-anno”

Consiglio n. 1: Smettila di cercare il regalo "rivelazione-dell'-anno"

La ricerca di Jeff Galak della Carnegie Mellon University svela che la principale causa di fallimento nella scelta del regalo è dovuta al diverso scopo che hanno il “donatore” e il “ricevente”. Il primo ricerca l’originalità, ovvero si spreme le meningi alla ricerca disperata di un regalo in grado di suscitare l’effetto “WOW!” in chi lo riceve. Quest’ultimo invece, non appena aperto, si chiede per prima cosa “Mi sarà utile?”. Quindi smettila di perdere tempo a cercare qualcosa che non-si-è-mai-visto-prima e concentrati sull’effettiva possibilità da parte del destinatario di usare quello che gli regalerai. Anche dopo le festività.

 

Consiglio n. 2: Rinuncia all’idea di un regalo diverso per ciascuno

Consiglio n. 2: Rinuncia all'idea di un regalo diverso per ciascuno

In una ricerca condotta nel 2013, Mary Steffel e Robyn A. Le Boeuf hanno scoperto che le persone tendono a cercare qualcosa di unico e personalizzato per ognuno dei destinatari della loro lista, anche quando:
– nessuno dei destinatari sarebbe in grado di scoprire di avere ricevuto lo stesso regalo degli altri;
– quello stesso regalo sarebbe in realtà la scelta migliore per tutti.
Morale: più cerchi regali unici, più rischi di comprare cianfrusaglie.
La soluzione? Inverti la tendenza: meglio lo stesso regalo (magari utile) per tutti.

 

Consiglio n. 3: lascia fare il “lavoro sporco” al destinatario del regalo

Consiglio n. 3: lascia fare il "lavoro sporco" al destinatario del regalo
In un articolo apparso a Settembre del 2011 nel “Journal of Experimental Social Psychology” Francis J. Flynn, psicologo del lavoro (…?!) presso la Stanford Business dichiara di avere scoperto che le persone sono più felici quando ottengono come regalo un oggetto che rientra nella loro “wish list”. Eh già, ma che fare quando non abbiamo a portata di mano la loro “Lista dei desideri”?
Ecco due ottime alternative:
1) una gift card. Una carta prepagata che permetta a chi la riceve di acquistare da solo ciò che più gli aggrada. Senza essere troppo restrittivi, naturalmente: Mary Steffel, psicologa presso la Northeastern University, ha scoperto che le card troppo specifiche rimangono…nel cassetto. Quindi: un appassionato di cinema sarà certamente più contento di ricevere una card per acquistare on-line il suo film preferito piuttosto che un abbonamento al multisala locale. In pratica: se non sai cosa regalare, scegli il dono della flessibilità.
2) soldi. Già, i soldi non solo non hanno odore, ma scavalcano nella classifica di gradimento qualsiasi regalo. A patto che il destinatario non sia il partner, pena il rischio di farlo andare su tutte le furie. Giustamente.

 

Consiglio n. 4: quello che conta NON è il pensiero.

Consiglio n. 4: quello che conta non è il pensiero.
In controtendenza rispetto all’opinione comune, una ricerca condotta da Nicholas Epley presso la University of Chicago ha dimostrato che un regalo “pensato” viene apprezzato quanto un regalo scelto a caso.
I ricercatori hanno accompagnato coppie di persone composte da sconosciuti piuttosto che da parenti o amici presso il vicino “Museum of Science and Industry”. Hanno poi chiesto ad uno dei due di recarsi nel negozio di souvenir e di scegliere un regalo per l’altro membro della coppia. Ad alcuni venne chiesto di scegliere a caso, ad altri di riflettere bene sulla scelta, in modo che il regalo fosse proprio quello adatto all’altra persona. Sorprendentemente (e contro ogni senso comune) chi riceveva un regalo gradito manifestava la stessa soddisfazione anche dopo avere scoperto che…era stato scelto a caso. In pratica, lo sforzo profuso per scegliere accuratamente un regalo non porta alcun valore aggiunto per chi lo riceve. C’è solo una condizione nella quale il “regalo ponderato” ha qualche effetto, ovvero quando il regalo è sgradito, in particolare se viene da qualcuno con cui abbiamo un legame di affetto o di amicizia. In questo caso, il mostrare di averci pensato un po’ su, riduce l’effetto “regalo brutto”. Epley, salomonicamente, conclude: “se volete fare un regalo apprezzato, fate un bel regalo e non preoccupatevi di mostrare che ci avete meditato su a lungo. Se invece si tratta di una persona che conoscete bene, scegliete qualcosa che dimostri un minimo di riflessione“.

 

Consiglio bonus: che fare se siete voi le “vittime” di un regalo sgradito?

Consiglio bonus: che fare se siete voi le "vittime" di un regalo sgradito?
Molteplici ricerche (fra tutte Teigen, Olsen e Solas, 2005; Zhang & Epley, 2009) hanno dimostrato che molte persone non riciclano un regalo sgradito: temono di offendere coloro dai quali l’hanno ricevuto. Niente di più sbagliato: le stesse ricerche dimostrano l’esatto contrario. Chi fa un regalo, ritiene che sia diritto legittimo di chi lo riceve scegliere che uso farne. Fra i quali anche quelli di…riciclarlo! Sarà un caso che non siamo ancora a metà mese e ho già ricevuto 2 inviti per la “lotteria del regalo riciclato” del 27 Dicembre? 😉

 

Sono curioso di leggere i tuoi commenti su questo articolo, a metà fra il serio e il faceto, per capire se ti è piaciuto.
Se si…condividilo!
Spero inoltre ti faccia risparmiare un po’ di tempo in questo periodo pre-natalizio. In ogni caso, il tempo sarà proprio l’argomento del prossimo articolo.

 

Alla prossima!

 

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