La forza del “SI!”

Omar Argentino Galvàn condivide il maggiore contributo che l’Impro ha dato alla sua vita e alla nascita del suo libro. E, nell’articolo, due semplici esercizi per provare l’ebbrezza dell’uscire dalla “zona di comfort”. Senza camminare sui carboni ardenti…

 

 

All’inizio del suo manuale d’improvvisazione teatrale “Dal salto al volo”, Omar Argentino racconta un semplice esercizio che propone all’inizio di ogni laboratorio base di improvvisazione.

Ha una sola, semplice consegna: è proibito dire “NO”.

Se questo accade, la scena si conclude immediatamente e uno (o entrambi) gli attori coinvolti vengono sostituiti.

Ripete sempre questa indicazione almeno due volte, sotto lo sguardo sprezzante dei partecipanti…è talmente semplice da non richiedere una seconda spiegazione.

Eppure…nessuno supera il minuto senza avere infranto questa semplice regola.

E il semplice gioco termina con una domanda fondamentale: è così inculcato il “NO” nella nostra cultura?

Pare proprio di si.
Lo usiamo come protezione o scudo, a difesa di abitudini, certezze, comodità.
In pratica puoi considerarlo come una versione civilizzata di “difesa del nostro territorio”.
Accettare o dire di si alle proposte altrui ci espone al “rischio” di uscire dal nostro territorio.
O di farvi entrare qualcuno.
È la stessa tendenza che si incontra durante la formazione d’aula e che prende il nome di “resistenza al cambiamento”.
Che ha senz’altro dei vantaggi:
  • ci consente di mettere il pilota automatico, fare le cose come le abbiamo sempre fatte, risparmiando energia;
  • ci evita la scomodità di imbatterci in risultati nuovi e inaspettati, di fronte ai quali rischiamo di non saper reagire;
  • ci proteggie dal “rischio” di ottenere risultati sgradevoli.
Ma la sicurezza derivante dalla fedeltà senza riserve al “NO” comporta anche svantaggi:
  • limita le tue alternative di scelta;
  • riduce i tuoi orizzonti;
  • ti fa rinunciare prima di provare;
  • rischi di perderti un sacco di opportunità.
Dici “NO” quando hai avuto una buona idea ma subito dopo ne hai una migliore e abbandoni la prima, anche se non l’hai ancora fatta uscire dalla tua testa.
Quando cambi argomento.
Quando correggi che ti sta parlando.
Quando non ascolti o quando ignori la situazione.
Tutte le volte nelle quali, come scrive Patricia Ryan Madson nel libro “Impro Wisdom”

“la critica dentro di noi si sveglia e inizia il suo show”

 

Ma questa tendenza non è incontrovertibile.
E…non ti preoccupare non sto per proporti di camminare sui carboni ardenti. 😉
Prova invece questi due semplici esercizi:
  1. decidi un giorno (domani?) e durante l’arco della giornata conta quante volte blocchi le tue proposte o quelle degli altri;
  2. decidi un giorno e scegli una persona con la quale sei in confidenza (ad esempio un amico, il/la compagno/a, un familiare): per tutta la giornata, il tuo obiettivo sarà quello di accettare tutte le sue proposte.
Ma…attenzione! Non si tratta di diventare “yes-man” per un giorno, ma di valorizzare la proposta.
Ad esempio, se qualcuno ti propone un suo progetto che tu ritieni di non poter mettere in atto in prima persona, puoi comunque accettare la sua proposta…parlandone con qualcun altro.
Perciò, sentiti libero di condividere questo articolo con chi, secondo te, potrebbe apprezzarlo.

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