La formazione? Ha impatto quando è “improvvisata”

Ad oggi, se qualcuno mi chiedesse qual è la disciplina dalla quale si possono trarre maggiori strumenti per lo sviluppo delle “soft skills” (o “competenze trasversali”), risponderei senza esitazione “l’improvvisazione teatrale”. E anche Forbes sembra essere d’accordo. Ecco la (mia) traduzione dell’articolo “Why Improv Training Is Great Business Training”, scritto da Jesse Scinto.

 

“Se non sei divertente, non ha alcun impatto nella vita reale”, dice Rick Andrews ai suoi studenti del corso “Improv comedy”.

Istruttore al “Magnet Theater” di New York, Andrews ha tenuto circa 700 workshop di improvvisazione e decine di corsi di formazione aziendale per Google, PepsiCo, MetLife e McKinsey. Dagli anni ’90, quando le scuole di improvvisazione hanno iniziato a fare la loro comparsa, sempre più aziende si sono rivolte a loro per avere supporto nelle attività di team building e per sviluppare le capacità comunicative. Non è raro che le compagnie di improvvisazione entrino in contesti aziendali o che i capi consiglino un corso di improvvisazione ai dipendenti più reticenti.

Ma in che modo l’improvvisazione migliora la comunicazione?

Si eLa premessa è semplice. Gli improvvisatori non sanno cosa accadrà fino a quando non saranno sul palco. Ogni scena inizia con un suggerimento del pubblico. Gli artisti partono da questo input per sviluppare una storia. Anche se improvvisano, il processo di creazione si basa su principi ben radicati, il primo fra i quali è “sì, e…”. In parole semplici, significa accettare qualsiasi proposta avanzata dagli altri presenti sul palco come realtà e aggiungere il proprio contributo ad essa. Per farlo, devi essere presente nel momento, nel “qui e ora”, ascoltare attentamente e contribuire liberamente. Abilità che si rivela particolarmente utili nei contesti di lavoro, che premiano la capacità di adattamento.

Rebecca Waber, 30 anni, è a capo di un team di consulenti in Innosight a Boston. Ha iniziato un corso di improvvisazione per divertimento, ma ha visto subito la connessione con l’ambito di lavoro. «Quello che dovete fare quando improvvisate è ascoltare attentamente ogni parola pronunciata dal partner in scena,” afferma. “Tutto cambia così in fretta, che potreste avere perso la cosa più interessante. Il pubblico può avere sentito e, se ve lo siete perso, non sarete in grado di reagire”. Il vantaggio si fa sentire nelle riunioni con i clienti. “Quando incontri un cliente, hai bisogno non solo di sentire, ma anche di ascoltare attentamente.”

Waber attribuisce anche il suo miglioramento nelle capacità di presentazione a quanto appreso con l’improvvisazione. “Devi imparare a fare i conti non solo con fatti oggettivi, ma con emozione ed espressività, e gestire il lato emotivo delle decisioni e delle dinamiche organizzative è di fondamentale importanza per avere interazioni di successo,” dice.

Nithya Venkateswaran, 31 anni, è un digital product manager per WeightWatchers. Ha sentito parlare del “Magnet Theater” da un amico. “Inizialmente non sapevo che cosa fosse l’improvvisazione, sapevo solo che aveva a che fare col parlare in pubblico,” dice. “Dopo avere frequentato un corso di improvvisazione, torni al lavoro ti rendi conto di quanto le piccole cose che pensavi fossero importanti in realtà non contano.”

A questo proposito, “sì, e” può essere l’antidoto alla negatività sul posto di lavoro. “Quando diciamo no ci sentiamo al sicuro”, dice Herbstman. “Quello che invece dovremmo pensare è, ‘Seguiamo questa idea per un momento. Diciamo ‘sì, e’ solo per un attimo, per vedere dove va. ‘”Questo accresce l’accettazione e, riducendo le barriere, migliora la comunicazione”.

Fear of making mistake

“E’ quando dici di sì che gli altri cominciano a portare le loro idee migliori,” dice. “Quando affronti le situazioni di tutti i giorni con ‘sì, e,’ con un atteggiamento di accettazione, trasformi il modo in cui la gente ti percepisce.”

Andrews aggiunge: “Se le persone non hanno fiducia, non forniscono il loro contributo, e in questo modo si arriva al fallimento. E ‘come un ‘blocco dello scrittore’ di gruppo: rischi di aspettare a lanciare la tua idea solo quando è perfetta”.

Naturalmente, esistono i guastafeste: quelli che rifiutano la formazione basata sull’improvvisazione perché pensano di non averne bisogno o che non si applichi al lavoro. Ma secondo Herbstman, “Questo atteggiamento se ne va molto velocemente, appena scoprono che non si gareggia a chi è più intelligente o spiritoso. E ‘davvero questione di comunicazione e connessione. ”

“Quando dici sì a qualcosa e trovi un modo per farlo funzionare, ti stai avvicinando ad una soluzione”, spiega Andrews. “Credo che ci sia una soddisfazione a lungo termine nel dire sì e nel fare delle proposte.”

 

Se poi hai bisogno di chiarirti ulteriormente le idee leggendo l’articolo originale in inglese, lo trovi qui.

 

E tu, a quali condizioni parteciperesti o faresti partecipare i tuoi collaboratori a questo tipo di formazione comportamentale?

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One thought on “La formazione? Ha impatto quando è “improvvisata”

  1. È sempre un piacere leggerti!
    Condivido a pieno questo strumento bellissimo. La forza del teatro, sopratutto dell’ improvvisazione, rende liberi e creativi, positivi e rilassati inoltre garantisce quel pizzico di sana follia che è necessaria per vivere la vita sorridendo con energia!

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