Come incrementare le probabilità di successo nel raggiungere un obiettivo

Nell’articolo precedente abbiamo visto i vantaggi dell’imparare a sfruttare il tempo verticale. Questa volta ti presento una ricerca che dimostra come dividere un obiettivo in sotto-obiettivi sia in grado di incrementare le probabilità di successo, la persistenza e la motivazione. 

 

La ricerca

Lauren Whitt, direttrice del dipartimento di benessere presso la University of Alabama di Birmingham (UAB), osservò che le persone in dieta non riuscivano a raggiungere (e mantenere) il peso-forma quando gli obiettivi risultavano troppo ambiziosi. Nello specifico, le persone che per gravi motivi di salute avrebbero dovuto dimagrire oltre i 10 chili per raggiungere il peso forma e non notavano progressi consistenti nel breve periodo, tendevano a scoraggiarsi e a convincersi che l’obiettivo fosse irraggiungibile.

 

La Whitt decise quindi di affrontare la questione sotto un altro aspetto: posto che la quantità di peso complessivo da perdere non avrebbe potuto essere modificata, agì abbassando l’ambiziosità dell’obiettivo: scompose cioè l’obiettivo finale in sotto-obiettivi da raggiungere sul breve periodo. Nello specifico, i pazienti avevano l’obiettivo di dimagrire mezzo chilo alla settimana.

 

Cosa accadde?

I risultati furono confortanti: le persone con l’obiettivo così “scomposto” arrivarono a perdere fino ad 8 chili in 10 settimane (in media 3 chili in più rispetto a chi non era stato inserito nello stesso piano di lavoro).

La cause di questo successo vennero attribuite a tre fattori principali:

1) veniva ridotto l’effetto “non posso farcela”

Quando ai pazienti veniva detto che avrebbero dovuto perdere mezzo chilo a settimana, anzichè 10 chili in 6 mesi, l’obiettivo veniva considerato da tutti sfidante ma più facilmente raggiungibile (da notare che l’obiettivo finale rimaneva lo stesso);

2) focus

Il fatto che le persone avessero una settimana di tempo per raggiungere il sotto-obiettivo le portava a pesarsi quotidianamente per monitorare l’esito dei loro sforzi e, eventualmente, modificare il loro piano di lavoro di conseguenza;

3) persistenza

Il successo nel raggiungimento dei sotto-obiettivo di settimana in settimana, costituiva di per se stesso una gratificazione sufficiente a perseverare verso l’obiettivo.

E tutti e tre erano la diretta conseguenza dalla scomposizione dell’obiettivo in sotto-obiettivi.

veniva ridotto l’effetto “non posso farcela”

Cosa accadeva se qualcuno non raggiungeva il sotto-obiettivo settimanale?

In questo caso la Whitt incoraggiava i pazienti a focalizzarsi sui successi ottenuti nelle settimane precedenti piuttosto che sul “fallimento” occasionale. Non solo: assegnava loro anche un “obiettivo paracadute”, cioè un risultato che i pazienti non avrebbero potuto fallire. Nello specifico si trattava di mantenere lo stesso peso della settimana precedente. L’obiettivo non poteva essere fallito perchè, naturalmente, le persone continuavano a seguire un piano di allenamento ed alimentazione controllati.

 

Quali considerazioni emergono da questo studio?

  1. La probabilità di raggiungere un obiettivo aumentano dividendolo in sotto-obiettivi.
  2. L’efficacia del sistema aumenta quanto minore è la difficoltà necessaria per raggiungere ogni singolo sotto-obiettivo.

In pratica, se il tuo scopo è scrivere un libro nel 2017, puoi suddividerlo in sotto-step come ad esempio “scrivere un capitolo a settimana”. O, se preferisci, un paragrafo al giorno. In questo modo potrai provare in prima persona l’impatto del tempo verticale di cui ti ho parlato nell’articolo precedente.

Per oggi è tutto, ci vediamo la settimana prossima: nel prossimo articolo vedremo dove trovare i pochi minuti che ti servono a questo scopo.

P.S.

Se conosci qualcuno al quale può essere utile questo articolo, condividilo!

In bocca al lupo per tutti i tuoi progetti attuali e futuri e…alla prossima!

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.