I 3 Scogli sui Quali (anche) Quest’Anno si Infrangeranno i Tuoi Obiettivi Personali

Ogni anno è sempre la stessa storia: ti guardi indietro e noti che il tuo proposito di cambiare stile di vita è miseramente naufragato. Eppure ti rimbomba ancora in testa la solenne promessa che ti eri fatto davanti allo specchio il 31 Dicembre, quando hai disperatamente tentato (senza successo) di entrare nel vestito dell’anno prima: “Basta! Da domani cambio vita: alimentazione sana, attività fisica e benessere!”. E mentre leggi queste righe, chissà quanti altri esempi ti vengono in mente: a livello professionale, relazionale, economico, ecc… Risultati? Nessuno. Ecco perché e come porvi rimedio.
 
Come prima cosa: rilassati! Non è (sempre) colpa tua.
Come seconda cosa: rallegrati! Perchè al termine di questo articolo troverai non solo le cause del perché questo sia accaduto, ma anche un sistema per fare in modo che non accada ancora. E, alla fine dell’articolo, una piccola sorpresa…
Partiamo con la nostra analisi delle cause che non ti hanno permesso di raggiungere i tuoi obiettivi personali.
Causa n.1 - quelli che ti eri prefisso non erano obiettivi
Puoi chiamarli “buoni propositi”, “intenzioni”, “sogni” o “desideri”. E se è vero che ti possono dare la spinta per alzarti bene al mattino, è altrettanto vero che se non li trasformi in “obiettivi ben formati” molto difficilmente riuscirai a raggiungerli.

Ma…cos’è un “obiettivo ben formato”?!

Puoi considerarlo un sogno poggiato su 5 solide basi, che derivano dal modello MBO di Peter Drucker (“Management By Objective” cioè “Management per Obiettivi”).

Questi 5 pilastri sono Specificità, Misurabilità, Raggiungibilità, Realismo e Tempo, tutti riassunti nell’acronimo S.M.A.R.T.

Vediamoli uno alla volta e impariamo come usarli per trasformare un sogno in un obiettivo ben formato.

Specifico: l’obiettivo non deve lasciare spazio ad ambiguità. In praticacosa vuoi ottenere? Cosa ti serve per raggiungere il tuo obiettivo? Come vuoi raggiungerlo? Dove (in che ambito) vuoi raggiungerlo? Chi può darti supporto nel raggiungerlo? Ti suggerisco di dedicare una cura particolare a questo aspetto: il rischio nella definizione degli obiettivi non sta nel non raggiungerli ma nel raggiungere l’obiettivo sbagliato. Tanto per farti un esempio: conosci il mito di Re Mida?! 🙂

Misurabile: senza equivoci e verificabile in fase di controllo. Risponde alla domanda: come farai a sapere che avrai raggiunto il tuo obiettivo?”;

Acquisibile: senti di avere tutte le abilità, gli strumenti e le competenze necessarie a raggiungerlo? Se la risposta è no, di che cosa hai bisogno e come puoi ottenere ciò che ti serve?

Ragguardevole: un obiettivo troppo difficile o, viceversa, troppo semplice demotiva all’azione. L’obiettivo deve quindi essere sufficientemente sfidante, ma raggiungibile e realistico;

Tempo: definisci una scadenza entro la quale vuoi raggiungerlo o, ancora meglio, ogni quante volte misurerai i tuoi progressi nel raggiungerlo.

Non solo. Aggiungiamo un moltiplicatore (di efficacia) al tuo obiettivo racchiuso nell’acronimo P.E.R.:

Positivo – Ecologico – Responsabilizzante

Espresso in termini positivi

Visto che mi pare ti sia chiaro cosa NON vuoi, la domanda da porti è COSA VUOI? Ogni volta che provi una forte spinta a cambiare una situazione che non ti piace, ma non sai di preciso cosa vuoi, è come se fossi sul punto di spiccare un salto per sfuggire da un incendio e…rischiassi di infilarti in un burrone.

Fuori di metafora: scappare da una situazione che non ti piace senza sapere in che direzione ti stai dirigendo può farti incappare in una situazione molto peggiore di quella attuale.

“Perfetto! Ora mi è chiaro, ho tutto quello che mi serve. Visto che non voglio più avere problemi di soldi, organizzo una bella truffa e mi arricchisco alle spalle degli allocchi che ci cadono”.

Ok, e nel frattempo, dammi anche l’indirizzo dove preferisci che ti spedisca le arance. O forse ti conviene trasformare il tuo obiettivo in modo che sia…

Obiettivo ecologico

Il tuo obiettivo non deve arrecare danno a te o alle persone che ti stanno intorno, in particolare a quelle che ti stanno più a cuore. Questo credo di non dovertelo spiegare, vero?!

Quindi passiamo all’ultimo (e forse più importante aspetto). Voglio chiederti una cosa:

Di chi è la colpa se non raggiungi i tuoi obiettivi personali? Della crisi? Del traffico? Del collega? Del partner? Della sfortuna? Di una congiura cosmica? E, una volta che l’avrai scoperto (ammesso che tu riesca a scoprirlo), che cosa sarai in grado di cambiare nella tua vita se niente è mai sotto la tua responsabilità? Lo scenario, tuttavia, non è così catastrofico. E’ sufficiente che il tuo obiettivo sia…

Responsabilità

Intesa, all’inglese, come response-ability: abilità di rispondere, e quindi gestire, le situazioni che si presentano.

Ti faccio un esempio: non sarebbe bello se ci fosse sempre il sole?! Saresti libero di passare una parte del tuo tempo libero passeggiando. Invece a volte piove. E, credimi, è giusto che piova. Di fronte a questa consapevolezza, hai due possibilità: uscire solo quando non piove (e in questo caso sarei in balìa delle condizioni metereologiche) oppure…dotarti di un ombrello e quindi essere libero di uscire sempre. E, magari, scoprire che anche passeggiare sotto la pioggia ha il suo fascino…

In questo modo ti sarai dato la possibilità di allargare i tuoi orizzonti. Dentro ai quali, probabilmente, trovare nuove risorse.

Quindi, poniti la domanda: “Cosa è sotto il mio controllo per migliorare questa situazione che non mi piace?”. Se la tua risposta è “nulla”, poniti la seconda domanda: “Chi può aiutarti a capirlo?”.

Noterai che questa domanda, come tutte le domande che ti poni, inizierà a spostare la tua attenzione, cioè ciò su cui ti focalizzi. E la sposterà dalla cornice “problema irrisolvibile” a “ricerca delle possibili soluzioni”. E già questo ti farà fare un grande passo avanti.


Ed ecco ognuno degli 8 passi riassunti in un esempio “classico”.

Obiettivo (ancora non) ben formato: VOGLIO PERDERE PESO.

  1. Positivo: voglio raggiungere il mio peso forma
  2. Ecologico: voglio raggiungere il mio peso forma e rimanere una persona positiva e felice
  3. Sotto la tua Responsabilità: direi che qui ci siamo…a meno che non ti allatti ancora tua madre 😉
  4. Specifico: voglio raggiungere il mio peso forma di 70 kg e rimanere una persona positiva e felice
  5. Misurabile: saprò che l’avrò raggiunto quando, salendo sulla bilancia, la lancetta indicherà “70” oppure quando riuscirò ad indossare di nuovo i pantaloni dell’anno scorso.
  6. Acquisibile: se sei un dietologo, un nutrizionista, un medico, ecc… probabilmente hai tutti gli strumenti che ti servono. Se invece non lo sei, ti conviene rivolgerti ad uno specialista competente.
  7. Ragguardevole: questo dipende dalla tua valutazione personale (se hai le competenze per farla) o ancora meglio dalla valutazione oggettiva dello specialista di cui sopra. Certo che se adesso pesi 130 kg, l’obiettivo di 70 kg di peso ti sembra motivante…?
  8. Tempo: VOGLIO RAGGIUNGERE I 70 KG DI PESO ENTRO IL 30 SETTEMBRE 2016. Ripeto: se adesso persi 130 kg, raggiungere i 70 kg in 7 mesi può essere poco realistico e anche poco motivante. A questo punto torna al punto 6 e chiediti chi può aiutarti nel definire il peso che puoi raggiungere nel tempo che ti sei prefisso (oppure definisci un tempo adeguato).

Come hai notato dall’esempio sono partito dalla fine. La logca è: non è necessario seguire un ordine per trasformare un sogno in un obiettivo ben formato.


So cosa stai pensando:

 “Hei! Un momento, io questo l’ho già fatto l’anno scorso! Ma mi ricordo anche che questi obiettivi, alla fine, sono rimasti sulla carta!”

Ti capisco. La ragione sta nella…

Causa n.2 - non hai stabilito le priorità

Ovvero non hai stabilito da dove partire per migliorare la tua vita. Oppure ne hai stabilite troppe rispetto alle tue possibilità e, come dicono gli inglesi

“focus on everything is…no focus!”

Prova a chiederti perché i tuoi obiettivi ben formati non si siano trasformati in realtà. La risposta più probabile è “perché saltava fuori sempre qualcosa che era più importante e che mi distraeva dal mio obiettivo!”. A questo punto la soluzione è semplice: individua l’area della tua vita che presenta il maggiore margine di miglioramento e comincia da quella! Ed ecco qui uno strumento che puoi utilizzare a questo scopo: si tratta del riadattamento di Butler & Hardy (1992) della “griglia di repertorio” di G. Kelly, utilizzato per migliorare le performance nello sport.

Come funziona?

  • Disegna un cerchio come quello che vedi qui sotto:

Griglia di repertorio

  • Inserisci all’interno del bordo esterno (quello più grosso), le diverse aree della tua vita. Ad esempio salute fisica, lavoro, finanze, divertimento, relazioni, spiritualità, sviluppo personale, mente.
  • Attribuisci un valore da 1 a 10 per ognuna di queste aree, dove 1 = soddisfazione minima e 10 = soddisfazione massima, colorando il numero di spicchi corrispondenti.
  • Il risultato finale dovrebbe essere qualcosa di simile a questo:

Griglia di repertorio compilata

L’area dalla quale ti conviene partire per definire i tuoi obiettivi è quella che presenta il maggiore “dislivello”.

Non perché sia l’area peggiore della tua vita in assoluto, ma è probabilmente quella nella quale avverti, a livello personale e soggettivo, la maggiore necessità di cambiamento. Ed è quindi anche quella che, se opportunamente gestita, ti porterà ad incrementare il livello di soddisfazione generale della tua vita.

Mi fa piacere che, arrivato qui, ti venga da esclamare:

“Un momento! Anche questo è uno strumento che ho già utilizzato e mi ha anche permesso di raggiungere i miei obiettivi. Però non sono soddisfatto come credevo…dove sto sbagliando?!”

Il motivo sta nella…

Causa n.3 - i tuoi non erano obiettivi, ma meta-obiettivi

Ovvero obiettivi che erano in realtà strumenti per raggiungere altri obiettivi. Ed è arrivato il momento dell’esempio triviale. Supponiamo che il tuo presunto obiettivo sia “acquistare una nuova auto di lusso” (lo so, non è ben formato come obiettivo, ma mi serve come esempio). La domanda da porsi è: “perché vuoi una nuova auto di lusso?”. Se la risposta è “perché così avrò un sacco di amici”, hai appena scoperto che l’auto di lusso è in realtà uno strumento (o meta-obiettivo) che (ne sei convinto davvero…?!) ti permetterà di avere più amici. Anche questo non ben formato, peraltro. E qual è il rischio nel perseguire meta-obiettivi? Da una parte, rischi di trascorrere molto tempo (tutta la vita…?!) nell’inseguire meta-obiettivi, anziché i tuoi veri obiettivi. Senza contare la frustrazione nel raggiungere un meta-obiettivo e sentire che comunque “ti manca ancora qualcosa”. Anche in questo caso la soluzione è piuttosto semplice: chiediti perché vuoi qualcosa. E continua a chiedertelo almeno per 3 volte o finchè non ci saranno altri “perché”.

Se sei giunto fino a qui, hai imparato come definire correttamente i tuoi obiettivi e come stabilire le priorità, cioè da quale obiettivo partire.
Ora hai ben due possibilità:
1) Non fare nulla e ritrovarti, fra un anno, esattamente dove ti trovi adesso. Solo…un anno più vecchio!
2) Tornare all’inizio dell’articolo e iniziare a FARE quello che hai letto: gli obiettivi non si realizzano da soli, devi passare all’AZIONE!
Filippo

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